Attenzione al pagamento dell’IMU, quest’anno gli errori potrebbero portare al pagamento di una mora: da considerare il limite dei 12 euro
Il saldo dell’IMU, l’Imposta Municipale Unica, è un appuntamento fiscale da ricordare per tutti i proprietari di immobili in Italia. Di solito si paga a rate, e proprio questa divisione della cifra totale porta a preoccupazioni di varia natura a fine anno. Confusione, difficoltà nel calcolo, e il fatidico limite dei 12 euro che trae in inganno.
Capire come evitare errori è fondamentale, soprattutto in un anno in cui alcuni dettagli tecnici rischiano di sfuggire a molti contribuenti. In questo articolo, faremo chiarezza sul saldo IMU e su un aspetto che potrebbe creare problemi se non compreso correttamente: il limite dei 12 euro.
È importante ricordare di saldare tutte le rate perché rimandando i pagamenti si sarà obbligati a pagare una mora che tenderà a crescere nel tempo, meglio chiudere il debito ed evitare spese accessorie.
Il pagamento si articola ogni anno in due rate: la prima ha scadenza il 16 giugno, mentre la seconda deve essere pagata entro il 16 dicembre. I cittadini sono tenuti a calcolare l’importo dovuto in base al valore catastale del proprio immobile e alle aliquote stabilite dal Comune.
Con questi dati alla mano sarà possibile poi dividere l’intera somma in due parti. Un aspetto tecnico che spesso crea dubbi e fraintendimenti, che si pagano con more aggiuntive, riguarda il pagamento dell’IMU quando l’importo dovuto è inferiore a una certa soglia. In molti casi, il saldo della seconda rata risulta inferiore a 12 euro per via della divisione a rate. Secondo la normativa se l’importo da versare è inferiore a 12 euro, non sarà necessario effettuare il pagamento, ma la normativa non si riferisce alla rata, bensì all’intero.
Ciò significa che se l’intero non supererà i 12 euro il proprietario dell’immobile non dovrà saldare il conto, che slitterà direttamente all’anno successivo. Se l’importo totale della seconda rata è inferiore a 12 euro, molti contribuenti potrebbero pensare di non dover procedere al pagamento. È proprio qui che si cade nella trappola. Questo limite riguarda l’intera somma calcolata per l’anno, e non si applica alle singole tariffe.
Un esempio pratico può chiarire questa norma: se il primo versamento effettuato a giugno è stato pari a 10 euro e il saldo da versare in dicembre ammonta a ulteriori 10 euro, il totale annuo risulta essere 20 euro. In tal caso, il pagamento è obbligatorio, poiché supera la soglia minima stabilita, ovvero 12 euro. Se invece si pagassero 5 euro prima rata, 5 la seconda, allora in quel caso per normativa non si è obbligati a fare pagamento in quanto si parla di cifre inferiori di 12 euro.
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